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    FOOD&WINE   

Come tutta la cucina italiana e toscana anche le ricette della cucina tipica maremmana sono basate su ingredienti freschi, genuini e stagionali.   Che oggi abbiamo battezzato a  KM 0. E rigorosamente esenti da prodotti chimici.  I piatti tipici maremmani sono preparati con ciò che viene prodotto quotidianamente nell'orto o allevato nell'aia o nella stalla, o provengono dalla caccia o dalla pesca, sino a pochi anni addietro attività che venivano praticate al solo scopo di procurarsi del cibo. Il tutto sempre accompagnato da generose porzioni di quel pane sciocco che tanto caratterizza la tavola della toscana ed è ingrediente principale di panzanella, acquacotta, zuppa di verdure, (ovvero la ribollita il giorno prima), pappa (che è diventata al pomodoro quando è diventata fiorentina), per non parlare di buglione e scottiglia, cacciucco e caldaro di lumache. O della compagnia che fa ai tanti salumi, saporiti, che si producono da queste parti. O paste fresche con farine di grani antichi (il senator cappelli, il verna, ai pici (contaminazione senese). Un discorso a parte meritano i prodotti del mare, perchè la maremma ed i maremmani sono luoghi e persone di terra. Con 200 km di costa meravigliosa!!, da Cecina a Corneto, per dirla con Dante, ovvero dal basso livornese all'alto lazio e, nel mezzo, tutta la provincia di Grosseto inclusa.

 

 
IL PIATTO DEL GIORNO

L'ACQUACOTTA è forse il piatto maremmano che meglio rende l'idea della povertà (ma potremmo dire miseria) che ha attanagliato questa terra per secoli. I suoi ingredienti sono essenziali: pane toscano casareccio, quindi senza sale, sedano, molta cipolla, due foglie di bietola, uovo, pecorino, sale, pepe. La sua caratteristica "bella" è l'uovo intero, praticamente in camicia che rimane in cima al cucuzzo di verdure e pane, coperto di pecorino. Infnite le varianti che riguardano le verdure (sull'amiata la fanno con i porcini.. da leccarsi i baffi) ed il sud della maremma toscana dove l'uovo si rompe e si mischia con pane e verdure... mi sa che, se possibile, erano più poveri ancora.

   

IL RICETTARIO vedi tute le ricette

   
UN VINO AL GIORNO TOGLIE IL MEDICO DI TORNO

La tradizione enologica maremmana è abbastanza recente. Inizia, come dell resto tutta quella italiana, con esclusione dei grandi vini Toscani (del Chianti e del Brunello) o del Piemonte o del Veneto, negli anni sessanta/settanta con la rivoluzione dell'agricoltura che vede i contadini trasformarsi in imprenditori e, in questa prima fase produrre uva che viene ritirata da grandi aziende vinicole. E' nella seconda metà degli anni ottanta, dopo il triste scandalo dei vini al metanolo, che nasce la consapevolezza del far le cose per bene e, soprattutto con il diffondersi di tante piccole cantine private e tante cantine associative, che si afferma una nuova cultura enologica che tende a produrre vino di alta qualità. Ed allora i Supertuscany esplodono come fenomeno modaiolo e diventano un'altra icona del made in Italy.